Insieme ai Pixel 3 anche una nuova Chromecast (sempre economica)

Il Cast è ormai diventato molto comune e tra TV, dispositivi in grado di effettuare streaming e applicazioni, l’icona cast è sempre più facile da trovare. Google ha…

Il Cast è ormai diventato molto comune e tra TV, dispositivi in grado di effettuare streaming e applicazioni, l'icona cast è sempre più facile da trovare. Google ha ovviamente spinto molto per la diffusione di questa soluzione e le Chromecast hanno aiutato a far capire agli utenti quanto sia efficace e facile inviare audio e video da smartphone o tablet a TV e simili.

La Chromecast, quella Google, però non ha subito reali aggiornamenti hardware nel corso degli anni anche se finalmente pare che qualcosa si stia muovendo. Una nuova certificazione ha infatti confermato l'arrivo di un nuovo modello che, probabilmente, debutterà insieme ai nuovi Pixel 3.

Nessuna immagine al momento anche se immaginiamo possa essere sempre un dongle HDMI, magari più piccolo e poche reali novità hardware. Il miglioramento sarà marginale con un'antenna Wi-Fi più potente (da 2.1 a 4dBi) e il supporto Bluetooth LE sicuramente molto utile.


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Google, intelligenza artificiale per il raffreddamento dei suoi data center

Google ha iniziato ad utilizzare in alcuni dei suoi data center un nuovo sistema di raffreddamento controllato totalmente da intelligenza artificiale in grado di funzionare in modo autonomo, senza…

Google ha iniziato ad utilizzare in alcuni dei suoi data center un nuovo sistema di raffreddamento controllato totalmente da intelligenza artificiale in grado di funzionare in modo autonomo, senza nessuno intervento da parte del personale che, ovviamente, può intervenire in caso di necessità. Questo sistema è stato sviluppato da Google in collaborazione con la controllata DeepMind.

Ogni cinque minuti, il sistema esegue il "polling" di migliaia di sensori posizionati all'interno del data center e sceglie le azioni ottimali da eseguire. Come la maggior parte dei modelli di apprendimento automatico, anche questo si è perfezionato man mano che ha raccolto dati. Al momento, il sistema consente di ottenere mediamente un risparmio energetico del 30%.

Già negli scorsi anni Google e DeepMind avevano iniziato a studiare il modo di utilizzare l'apprendimento automatico per fornire ai responsabili dei data center indicazioni più mirate per il raffreddamento dell'ambiente. Il sistema, tuttavia, generava solo dei consigli che i responsabili potevano decidere se applicare o meno.


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Google potrebbe aprire a Chicago un grande negozio di vendita al dettaglio

Secondo quanto riportato dal The Chicago Tribune, Google avrebbe intenzione di espandersi nell’area del Fulton Market, a Chicago, dove è già presente con i suoi uffici, realizzando un grande negozio…

Secondo quanto riportato dal The Chicago Tribune, Google avrebbe intenzione di espandersi nell'area del Fulton Market, a Chicago, dove è già presente con i suoi uffici, realizzando un grande negozio di vendita al dettaglio da circa 14.000 metri quadri.

La società di Mountain View sarebbe ormai "vicina al perfezionamento del contratto di locazione" di queste aree situate tra il civico 845 ed 851 di W. Randolph St.

Questo non sarebbe il primo tentativo da parte di Google di realizzare uno store fisico in cui mostrare la sua sempre più crescente offerta di prodotti hardware. Fino ad oggi, tuttavia, Google ha solo utilizzato degli store temporanei, dei pop-up store e degli "store in store" sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito.


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Android, backup manuale su Google Drive con uno dei prossimi aggiornamenti

Secondo alcune indiscrezioni sembra che presto possa arrivare il backup manuale di Android su Google Drive

Finalmente sarà possibile effettuare un backup manuale su Google Drive del proprio smartphone Android. Questo è quello che emerge online in queste ore a seguito di una conversazione comparsa sulla piattaforma Issue Tracker di Google, un servizio offerto dal gigante di Mountain View che permette agli utenti di segnalare eventuali problemi o mancanze legate ai servizi di Big G.

Nel caso specifico un'utente avrebbe fatto notare la mancanza dell'opzione all'interno del menu delle impostazioni di Backup e Ripristino e avrebbe ricevuto una risposta sicuramente interessante. Uno degli admin della piattaforma ha infatti risposto con un eloquente "la caratteristica richiesta sarà implementata in una release futura".

Purtroppo non siamo ancora a conoscenza delle tempistiche per il rilascio dell'aggiornamento che introdurrà questa importante funzione ma siamo certi che, una volta arrivata, sarà indubbiamente una delle caratteristiche più interessanti dell'aggiornamento, se non la più importante in assoluto.


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Smart Speaker su del 187 percento: Google spopola con Home Mini

Numeri da capogiro per il nuovo segmento dei cosiddetti smart speaker, letteralmente ‘altoparlanti intelligenti’ e connessi alla rete che sfruttano i machine learning e sofisticati algoritmi…

Numeri da capogiro per il nuovo segmento dei cosiddetti smart speaker, letteralmente 'altoparlanti intelligenti' e connessi alla rete che sfruttano i machine learning e sofisticati algoritmi per 'dialogare' con gli utenti, così da esaudire quanti più ordini possibili. Siamo ancora lontani da un dialogo fluido e dalle case completamente automatizzate dei film di fantascienza, ma è un primo passo che in tanti hanno voluto osservare da vicino.

A fare i conti la solita Canalys, certa che il mercato sia cresciuto nel solo Q2 2018 del 187% in tutto il globo, con una spinta decisiva di Google e i suoi Home ed Home Mini. soltanto negli primi mesi dell'anno bigG ha aperto alla commercializzazione dei suoi dispositivi anche al resto del mondo, con una crescita trimestrale impressionante e pari al 449% che gli vale il primo posto in classifica e il 32.3% di share (o 5.4 mlin di unità).

Tradotto, uno smart speaker venduto su tre è proprio di Google, il resto se lo spartiscono Amazon (24.5% o 4.1 mln) - anche se in decrescita del 14% con i suoi Echo - Alibaba (17.7%) e Xiaomi (12.2%). Questi ultimi due sono entrati soltanto quest'anno nel settore, bisognerà quindi attendere qualche mese e il 2019 per avere più dettagli sui trend di ogni brand.


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Google conferma, tracciata la posizione anche con “Cronologia” disattivata

Nei giorni scorsi, l’Associated Press, con l’aiuto dei ricercatori di Princeton, ha diffuso una notizia secondo cui Google registra i dati di posizione degli utenti anche quando sono abilitate le…

Nei giorni scorsi, l'Associated Press, con l'aiuto dei ricercatori di Princeton, ha diffuso una notizia secondo cui Google registra i dati di posizione degli utenti anche quando sono abilitate le funzionalità che hanno lo scopo di evitare il tracciamento.

Sia su iOS che su Android, infatti, molte applicazioni di Google, tra cui Google Maps, continuano a raccogliere informazioni sulla posizione dell'utente ogni qual volta vengono aperte. Alla luce di queste rivelazioni, Google ha aggiornato i documenti di supporto spiegando meglio il funzionamento della "Cronologia delle posizioni".

Applicazioni come Google Maps richiedono l'accesso alla posizione per fornire indicazioni in tempo reale. Di conseguenza, gli utenti devono consentire alla piattaforma operativa di condividere questi dati con l'app.


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Gmail: la “Modalità riservata” arriva su mobile

Gmail introduce la modalità riservata su mobile, che scongiura l’inoltro involontario delle mail e ne limita l’utilizzo, impedendo di copiarle, scaricarle o stamparle. È possibile inoltre fissare una…

Gmail ha introdotto la "Modalità riservata" anche su mobile. A dare l'annuncio ufficiale è stata la stessa Google, mostrando le potenzialità della nuova funzione con un video su Twitter.

Come è noto, a partire dallo scorso aprile Gmail ha iniziato a rinnovarsi dal punto di vista delle funzionalità e dell'aspetto grafico, introducendo diverse novità. Tra queste anche il Confidential Mode, o "Modalità riservata", attraverso cui gli utenti possono scegliere di non consentire ai destinatari di inoltrare determinate mail e limitarne l'utilizzo, impedendo di copiarle, scaricarle o stamparle. È possibile inoltre fissare una data di scadenza e richiedere un passcode

Google Pixel 3 XL fotografato su un tram in Canada

Confermato notch, secondo altoparlante anteriore e ampio schermo

Google Pixel 3 XL è uno degli smartphone più attesi dell'ultima parte dell'anno, e non si può certamente dire che la casa di Mountain View abbia adottato tutte le cautele del caso per evitare fughe di notizie. Dopo immagini, video e unboxing, arriva un'ulteriore prova dell'esistenza del terminale che nella foto recentemente diffusa in rete viaggia a bordo di un tram canadese, maneggiato dal suo proprietario (verosimilmente un beta tester).

La foto, scattata a Toronto, mette in evidenza i tratti distintivi del terminale, a partire dal notch abbastanza pronunciato situato nella parte superiore dello schermo, per arrivare al secondo altoparlante posizionato nella cornice inferiore. L'utente tiene lo smartphone con entrambe le mani mentre utilizza WhatsApp e, anche se le dimensioni effettive possono essere in parte falsate dalla presenza della cover protettiva, è evidente che il dispositivo è un ''peso massimo'' - si ricorda che i dati ricavati da AnTuTu hanno confermato uno schermo da 6,7".

App Messaggi Android, arriva la “Dark Mode” e nuova UI Material (APK)

Dopo la riprogettazione in chiave Material Design ad inizio mese di Google Contatti e Telefono, anche per l’applicazione di messaggistica integrata arriva l’attesa modifica, arricchita dalla…

Dopo la riprogettazione in chiave Material Design ad inizio mese di Google Contatti e Telefono, anche per l'applicazione di messaggistica integrata arriva l'attesa modifica, arricchita dalla vociferata modalità Dark Mode.

Le novità sono state introdotte nella recente versione 3.5, a seguire una serie di screen oscurati proposti da AndroidPolice, che enfatizzano le differenze visuali tra le versione vecchia (a sinistra) e quella più recente (a destra).


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Chrome Canary: arriva il “caricamento pigro” per velocizzare la navigazione

In Google Chrome Canary è da poco disponibile una nuova funzionalità: si tratta del “lazy loading”, ovvero un “caricamento pigro”. Come funziona.

Google Chrome sta testando il lazy loading, letteralmente il "caricamento pigro", per velocizzare la navigazione su Internet; come sempre accade in questi casi, la funzione è per ora disponibile solo su Google Chrome Canary, la versione del browser dedicata a testare le nuove funzionalità.

Il lazy loading nasce da una necessità comune a tutti i browser, ovvero quella di far fronte a pagine web sempre più complesse e "pesanti" da caricare. Il concetto alla base del "caricamento pigro" è allo stesso tempo semplice e geniale: normalmente, quando un utente accede a un URL, il browser carica tutto il codice della pagina in questione; con il lazy loading invece, le immagini e le strutture della pagina web non vengono caricate finché non entrano nel campo visivo dell'utente, delimitato dallo schermo.

Per esempio, se un articolo ha un'immagine a metà della pagina, questa non verrà caricata finché l'utente non fa scorrere la pagina fino al punto in cui si trova l'immagine. Secondo gli sviluppatori di Chrome, questa funzionalità migliora i tempi di caricamento iniziale dal 18 al 35%, a seconda della pagina e della connessione internet. Come spiegato su BleepingComputer, il lazy loading può essere attivato abilitando, nella sezione chrome://flags, le due flag #enable-lazy-image-loading e #enable-lazy-frame-loading.


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