Google Play: 330 mld di download, $85 mld di fatturato dal 2012 a oggi

Incredibile come, dal 2012 al 2018, l’app più scaricata in assoluto sia sempre appartenuta a Facebook – con le altre sempre dalle parti del podio. Dal 2014 ad oggi, addirittura, la top 4 è sempre…

In occasione del decimo anniversario del Google Play Store, App Annie ha pubblicato un enorme report sullo stato delle app dal 2012, anno in cui lo studio ha iniziato a raccogliere dati statistici, fino ad oggi (più precisamente, ad agosto 2018). Nel corso di questi sei anni e otto mesi circa, sono stati scaricati oltre 330 miliardi di app, per un fatturato complessivo di 85 miliardi di dollari; oltre 5.000 di queste hanno generato almeno 1 milione di dollari di fatturato. Le app disponibili nello Store al momento del rilevamento sono oltre 2,8 milioni.

Il tasso di crescita media annua di fatturato è molto più alto di quello dei download: 64 per cento contro 29 per cento. Come abbiamo già detto n-mila volte, Google primeggia per download, Apple per fatturato: secondo App Annie, i rapporti sono 70-30 (download) e 34-66 (fatturato). Google deve la stragrande maggioranza dei suoi guadagni all'Asia Pacifica - il 50 per cento del totale, addirittura. Il resto è distribuito più o meno equamente tra Europa e Medio Oriente e Americhe. Da notare che Google Play non è disponibile in Cina.

Guardando ai singoli mercati, l'India primeggia per numero di download, con ben 36,9 miliardi; il Giappone domina invece per fatturato, ben 25,1 miliardi di dollari. Secondi gli USA, ben distanti, con 19,3 miliardi. Australiani e statunitensi sono quelli che hanno il maggior numero di app installate, poco oltre 100; gli indiani chiudono la classifica con 62. Tuttavia, usiamo tutti più o meno la stessa quantità di app - tra le trenta e le quaranta, a grandi linee.


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Google Pixel 3: ecco come funziona il Super-Res Zoom

Alla base del Super-Res Zoom c’è una tecnica di interpolazione usata già da diversi anni in astronomia. Si chiama drizzle, e crea immagini a risoluzione più alta dell’originale combinando le…

Google continua imperterrita nella sua strategia della fotocamera principale singola su Pixel 3 e Pixel 3 XL, e ieri sera ha spiegato il perché con dovizia di dettagli. L'estrema sintesi del lungo e tecnicissimo post sul blog ufficiale è che il suo nuovo algoritmo Super-Res Zoom riesce a produrre scatti di qualità paragonabile a quella di uno zoom ottico 2X.

Lo zoom di Google Pixel 2 VS quello di Google Pixel 3


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Google Pixel 3 XL messo a nudo nel teardown di iFixit: ha un AMOLED Samsung

Google Pixel 3 XL è finito sul banco da lavoro di iFixit ed è subito diventato protagonista di un primo teardown molto completo, il quale ci permette di scoprire qualche curiosità sul nuovo top di…

Google Pixel 3 XL è finito sul banco da lavoro di iFixit diventando protagonista di un primo teardown che ci permette di scoprire qualche curiosità sul nuovo top di gamma Google. Cominciamo però dalla fine: Pixel 3 XL ottiene un voto di riparabilità pari a 4 su 10, principalmente a causa della tantissima colla presente al suo interno e dal fatto che per poter sostituire il display - uno degli elementi più a rischio negli smartphone - è necessario smontare completamente tutto il telefono.

Tra gli aspetti positivi viene citata la presenza di viti (poche in realtà) standard Torx T3 e di una linguetta adesiva facilmente rimovibile che mantiene la batteria ben salda nel suo alloggiamento. Il teardown ci permette di scoprire che il display particolarmente lodato da Display Mate è un pannello AMOLED realizzato da Samsung, mentre il comparto fotografico principale vede l'inclusione del sensore Sony IMX363 (lo stesso che abbiamo visto poche ore fa su Nokia X7). Nessuna novità per quanto riguarda il Pixel Visual Core - il componente hardware dedicato allo svolgimento dei calcoli per la funzione HDR+ - che sembra essere lo stesso presente su Pixel 2 XL.

Questi e tanti altri dettagli sono presenti nel teardown completo che vi riproponiamo qui sotto o, in alternativa, sul sito ufficiale che trovate linkato in Fonte.


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Pichai: Project Dragonfly simula la presenza di Google in Cina

Il CEO di Google Sundar Pichai si è espresso riguardo Project Dargonfly, il misterioso progetto avvistato diversi mesi fa che sino ad ora è parso come la base di un possibile rientro in Cina da parte…

Il CEO di Google Sundar Pichai si è espresso riguardo Project Dargonfly, il misterioso progetto avvistato diversi mesi fa che sino ad ora è parso come la base di un possibile rientro in Cina da parte dei servizi offerti da Big. G, attraverso lo sviluppo di un motore di ricerca in grado di assecondare e sostenere tutti i sistemi di censura adottati nel paese.

Sino a questo momento non c'è mai stata una presa di posizione ufficiale da parte di Google nei confronti di Dragonfly, tuttavia ora ci pensa lo stesso CEO Pichai a chiarire lo scopo di quel progetto, affermando che si tratta in realtà di un qualcosa di molto diverso da quanto ipotizzato da stampa e leaker.

Intervenuto in occasione della conferenza Wired 25, Pichai ha colto l'occasione per spendere le prime parole pubbliche su Dragonfly, dichiarando che lo scopo del progetto è fondamentalmente quello di simulare come sarebbe ora il volto di Google qualora i suoi servizi avessero avuto modo di restare in Cina per gli ultimi 8 anni (ricordiamo che il ban è scattato nel 2010).


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Google Plus, un ex designer racconta la sua pessima esperienza

Il quadro che dipinge del team di sviluppo dedicato al social network è un miscuglio di mancanza di obiettivi chiari dall’alto, dirigenti e superiori incompetenti, e diffuso spreco di risorse – umane…

Morgan Knutson, ex designer di Google Plus, ha raccontato la storia della sua permanenza presso la casa di Mountain View, e non si può definire positiva. Il quadro che dipinge del team di sviluppo dedicato al social network è un miscuglio di mancanza di obiettivi chiari dall'alto, dirigenti e superiori incompetenti, e diffuso spreco di risorse - umane ed economiche.

Knutson, che ha poi lavorato per un sacco di tempo presso Dropbox ed è anche finito nella prestigiosa classifica 30 under 30 (30 giovani sotto ai trent'anni le cui carriere sono molto promettenti) di Forbes, spiega che il suo rapporto con Google era partito male fin da subito: la conferma dell'assunzione arrivò quattro mesi dopo l'ultimo colloquio, e tra l'altro gli era stato promesso che avrebbe lavorato su Chrome. Il boss di tutto il progetto Google Plus era Vic Gundotra, che Knutson descrive come freddo, distaccato e con una visione del prodotto basata sulla paura di "perdere il treno" sul business dei social (più precisamente, sui dati che questi generano).

Uno dei dettagli meno edificanti emerso dal racconto è che Gundotra elargiva lauti bonus economici ai team che decidevano di integrare Google Plus nei rispettivi prodotti software. "Una tonnellata di soldi per rovinare il prodotto che stavi realizzando con porcheria che nessuno voleva. A nessuno piaceva davvero." Ma lo facevano, perché si poteva arrivare a triplicare il proprio bonus di fine anno.


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Google App (beta) v8.28 anticipa l’arrivo delle Routine su Orologio

Google App si porta alla versione 8.28 beta introducendo diverse nuove stringhe di codice che anticipano l’arrivo di future funzionalità.

Google ha rilasciato un nuovo aggiornamento per l'omonima app Android, giunta alla versione beta 8.28. L'APK di questa release, in particolare, è stata oggetto di un teardown realizzato dal sito internet 9to5google, attraverso cui sono emerse una serie di nuove stringhe di codice facenti riferimento a future funzionalità in arrivo.

Tra queste troviamo:

  • Integrazione delle Routine nell'app Google Orologio
  • Ulteriori stringhe relative alla funzionalità Slice di Android Pie 9 che dovrebbe arrivare durante l'autunno e consentire all'app di Google di mettere in evidenza le parti chiave dei risultati di ricerca
  • Nuove stringhe relative al supporto di Pixel Stand, la basetta di ricarica wireless che abbiamo avuto modo di conoscere anche durante la recensione completa di Pixel 3 XL
  • Nuove impostazioni generali unificate

Tra le novità visibili all'occhio dell'utente, infine, troviamo un cambio posizione (dall'angolo superiore destro a quello superiore sinistro) dell'icona del flash della fotocamera posteriore.


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Gli smart speaker con Assistant ora riproducono contenuti Netflix su Android TV

Google ha confermato ad Android Police che il problema è in via di risoluzione. Dice che il fix dovrebbe arrivare ovunque entro pochi giorni.

Google Assistant, gli smart speaker Google Home, Netflix e Android TV hanno imparato a comunicare e interagire correttamente. Finora non si poteva chiedere al proprio speaker Google Home di avviare la riproduzione di un contenuto da Netflix su una smart TV o un set-top box Android TV (esempio: "Hey Google, guarda Friends su Netflix"). Il comando funzionava usando Assistant direttamente sulla smart TV o con altri provider di contenuti, come YouTube e Google Foto; ma per qualche motivo con questa particolare configurazione no.

I dettagli precisi di cosa esattamente sia stato aggiornato non sono chiari, perché non si capisce bene dove risiedesse il problema. Gli addetti dell'assistenza Google avevano lasciato intendere che il problema fosse dell'app Android TV di Netflix, mentre ora ne parla come se l'aggiornamento l'avessero rilasciato loro. Poco importa, comunque: conta il risultato, e Google ha confermato ad Android Police che il problema è in via di risoluzione. Dice che il fix dovrebbe arrivare ovunque entro pochi giorni. Non si fa accenno ad alcuna limitazione geografica, per cui assumiamo che sia un "ovunque vero", non il solito "per ora solo USA".


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Play Store: 59 app gratis e 41 in sconto

Continuano anche questa settimana le offerte su app, giochi ed icon pack nel Play Store.

Con l'inizio di una nuova settimana è già tempo di offerte sul Play Store di Android. Come già avvenuto nelle scorse settimane, infatti, anche in questo caso gli sviluppatori Android hanno offerto la possibilità di scaricare app, giochi ed icon pack in maniera totalmente gratuita o in forte sconto per un periodo di tempo limitato.

Le promozioni di quest'oggi fanno riferimento, in particolare, a ben 59 app rese gratuite e 41 in sconto. Il nostro consiglio è quello di effettuare il download nel più breve tempo possibile in quanto, i termini di validità delle promozioni, variano da poche ore a pochi giorni.

App gratis

Giochi gratis

Icon Pack & Personalizzazioni gratis

App in sconto

Giochi in sconto

Icon Pack & Personalizzazioni in sconto


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Recensione Google Pixel 3 XL e confronto con Pixel 2 XL

Cos’è l’innovazione tecnologica per voi? Cosa fa la differenza ad oggi nel mobile? Sono domande che mi pongo più spesso di questi tempi e che pongo anche agli altri, cercando di…

Cos'è l'innovazione tecnologica per voi? Cosa fa la differenza ad oggi nel mobile? Sono domande che mi pongo più spesso di questi tempi e che pongo anche agli altri, cercando di carpire i desideri e le aspettative di noi utenti, appassionati del settore che seguiamo con tal intensità le sue evoluzioni. Ecco, i Pixel di Google sono sempre stati più o meno destinati ad una nicchia di consumatori, vuoi per il prezzo che è inevitabilmente levitato dopo l'era dei Nexus e la presenza altalenante sul nostro mercato.

Aggiungerei una terza motivazione che, fino adesso, ha relegato i Pixel ad una stretta cerchia (almeno dalle nostre parti): il software, con una stock più indirizzata ai 'nerd' che alla grande massa. Questo particolare è tuttavia cambiato negli ultimi tempi, una mutazione che sta facendo convergere tutti i gli altri brand dell'universo Android verso un'unica esperienza di utilizzo. Lo abbiamo visto con Android Oreo 8.x e lo vedremo ancor di più con l'ultima distribuzione Android Pie 9.x. Penso a Sony, primo in assoluto a commercializzare uno smartphone con questo firmware così aggiornato, seppur la casa giapponese sia riuscita a conservare del carattere grazie ad una fantastica personalizzazione dell'interfaccia su Xperia XZ3.

D'altronde il nemico numero 1 è la frammentazione, Google è riuscita quasi a sconfiggerlo con i suoi dispositivi | Android 9 Pie è installato nel 75% dei Pixel | ma la battaglia con i centinaia di brand affiliati a questo OS è ben più lunga. Allineandosi verso un'esperienza più stock sarà tuttavia più semplice ricevere e implementare le nuove release, così tutti siamo più contenti.


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Confronto Fotografico: Pixel 3 vs Rog Phone vs XS Max vs Pixel 2 vs S9+

Come spiegato nella recensione del nuovo Pixel 3 XL, da oggi abbiamo la possibilità di pubblicare una serie di contenuti sul nuovo smartphone di Google ma, tutti senza nessuna eccezione, non…

Come spiegato nella recensione del nuovo Pixel 3 XL, da oggi abbiamo la possibilità di pubblicare una serie di contenuti sul nuovo smartphone di Google ma, tutti senza nessuna eccezione, non possono essere considerati test definitivi in quanto Google non ha ancora rlasciato il software definitivo per la fotocamera del Pixel e non tutte le funzionalità sono state attivate. Dunque, qualunque test o confronto vediate, sappiate che il giudizio non potrà mai essere definitivo in attesa dei prossimi update.

Abbiamo comunque voluto iniziare a parlare di confronto con un piccolo test in cui abbiamo paragonato cinque diversi smartphone, tutti estremamente potenti ed interessanti. Si tratta di un test che verrà seguito presto da ulteriori confronti con anche alcuni device inediti come Xperia XZ2 Premium che in molti ci avete chiesto.

CONFRONTO DIURNO

Enorme invece la differenza nei selfie dove, in particolar modo, mi ha compito il peso stesso dell'immagine. Tutti i telefono scattano foto di circa 1MB mentre Pixel 3XL arriva a ben 4.9MB, circa 5 volte di più dei diretti competitor. Una differenza che si conferma vedendo la qualità dello scatto decisamente superiore a tutti gli altri prodotti messi nel confronto.

(aggiornamento del 15 October 2018, ore 20:06)

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